Una (barca) per tutti e tutti per una: la progettazione inclusiva

Accessibilità: un tema centrale nella progettazione degli spazi urbani e degli edifici, che sta portando anche in ambito nautico la necessità di abbattere le barriere architettoniche e di facilitare l’accesso a chi problemi di deambulazione.

Nel libro “Progettare imbarcazioni accessibili, un nuovo approccio per lo yacht design”, l’architetto Paolo Ferrari –  esperto di progettazione di imbarcazioni accessibili – scrive:  “Le sole persone con disabilità in Italia sono 4,1 milioni e secondo una stima del Censis arriveranno a quota 6,7 milioni nel 2040. Il numero di anziani poi è in costante crescita (gli over 65 rappresentano il 21,7 per cento degli italiani). Sono pochi dati, ma sufficienti a dare un’idea del numero di persone discriminate da progetti ideati in riferimento a un astratto utente standard”.

Appurato che il concetto di uomo “standard” non esiste, occorre rivedere i criteri di progettazione delle imbarcazioni per renderle accessibili a tutti. Quando parliamo di “progettazione inclusiva” parliamo di questo: disegnare per tutti, individuando soluzioni che non siano “solo” per persone diversamente abili, ma che migliorino ad ampio spettro l’accessibilità di un battello.

Il tema è complesso, e chiama spesso in causa competenze avanzate: ci vorrà ancora un po’ perché, anche nella nautica, avvenga con naturalezza la progettazione e la realizzazione di imbarcazioni accessibili e fruibili da tutti. Sappiamo già, però – dai saloni nautici degli ultimi anni a cui abbiamo partecipato, dalle riviste di settore e dal dibattito nel nostro settore – che è fondamentale porsi già adesso il problema e proporre soluzioni innovative ai cantieri che hanno interesse a intercettare una fetta di mercato attualmente esclusa.

Nell’attesa di una più ampia diffusione di questo approccio, ecco alcune soluzioni che ci sono particolarmente piaciute, ben orientate all’inclusione. L’accessibilità sicura a bordo può essere garantita per esempio da passerelle con bordi anticaduta, così da permettere a chiunque di salire in autonomia, oppure da sollevatori che permettano a chi non è autonomo nella deambulazione di passare dalla banchina alla barca e dalla barca al mare in modo sicuro. O ancora, la presenza di plancette di poppa mobili che fungono da ascensori favorisce l’accesso ai vari livelli.

Siamo in partenza per il Cannes Yachting Festival – subito dopo andremo al Salone Nautico Internazionale di Genova – e guarderemo con attenzione quali brand si sono già lanciati in una direzione più inclusiva.

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